CORSO VIDEOMAKER IN HD - Inizio Marzo 2012
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SOUND RECORDING - Inizio Marzo 2012
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SOUND SPEAKER ENGINEER - Inizio Marzo 2012
Obiettivo del corso è formare poliedrici speakers/doppiatori - fonici in grado di usare la voce a 360 gradi (dizione, emissione, articolazione, respirazione, recitazione, ... Leggi Tutto... |
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MARIANNE GUBRI PER "SHAKESPEARE'S SONNETS"
Marianne Gubri è francese: fin dalla giovanissima età si dedica allo studio dell'arpa celtica in Bretagna studiando con A. Morgant e conseguendo nel 1997 il Diploma del Conservatorio di Lannion (Francia). Si è specializzata in arpa celtica antica a corde metalliche con V. Mayor e K. Delavier effettuando nel 1996 la sua prima tournée di musiche celtiche in Bretagna. In seguito, ha studiato l'arpa medievale rinascimentale e barocca a Parigi , a Tours con M. Fourquier, a Neuburg an Der Donau con C. Pluhar e a Verona con M. Galassi e L. Gintoli insieme al canto con N. Rime. Nel 2001 riceve una borsa di studio per effettuare un soggiorno presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Ottiene nel 2002 il Diploma in Arpa Antica al Conservatorio di Tours e il Diplôme d'Etudes Approfondies (Laurea) in Musicologia presso l'Università F. Rabelais di Tours (Centre d'Etudes Supérieures de la Renaissance). Nel 2002 ottiene una Borsa di studio dal Ministero degli Affari Esteri per svolgere un corso di Dottorato di Ricerca in Musicologia in co-tutela Francia - Italia (Université de Tours - Università di Bologna) sulle cantatrici italiane tra Rinascimento e periodo barocco. Interviene a numerosi congressi e conferenze come relatrice e autrice di saggi, mostre e traduzioni nel campo dell'Iconografia Musicale e della Storia dell'arpa. Dal 2004 al 2008 collabora con il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna. Nel 2010 si perfeziona in arpa celtica con G. Hambly e in arpaterapia con C. Tourin. E' stata insegnante di arpa rinascimentale al Conservatorio di Ferrara dal 2006 al 2008. Dirige la Scuola di Arpa dell'Associazione Culturale "Arpeggi" di Bologna da lei stessa fondata (www.millearpeggi.it) Si esibisce in numerosi concerti e tournées internazionali in Italia, Francia, Portogallo, Olanda, Spagna, Messico, da solista, in duo o con diversi ensembles specializzati in musica tradizionale, celtica, moderna e antica. Ha partecipato a diverse incisioni discografiche per etichette quali: Mondo Musica, L'Empreinte Digitale, Brillant Classics e Tactus.
Le origini dell'arpa si perdono nelle notti della storia: i primi popoli storici (egiziani e assiri) ce ne hanno tramandato una copiosa iconografia. Essa scomparve poi nella cultura greca e latina per riapparire verso il XVI° secolo, attributo inseparabile degli anglosassoni e degli irlandesi. Propagatosi in Europa, lo strumento fu adottato nel XII° secolo dai Minnesanger e in Italia fu presente nella pratica strumentale dell'Ars Nova (XIV° secolo). Verso la fine del XVI° secolo si fecero in Italia alcuni tentativi per rendere cromatica l'arpa con l'aggiunta di corde supplementari. Così si ebbero due serie di corde, una per i suoni diatonici, l'altra per i suoni cromatici. In orchestra l'arpa appare la prima volta nel 3° atto dell'Orfeo di Monteverdi, mentre il suo impiego autonomo si ricorda fino al XVIII° secolo, in composizioni cameristiche. Venne utilizzata da Landi, da Handel, da Gluck, da Paer, fino a Beethoven. Come strumento solista va ricordato soprattutto il Concerto per arpa, flauto e orchestra K.299 di Mozart. A partire dall'Ottocento esso ha preso stabile dimora nell'orchesta sinfonica e operistica.
Questa serata poetico-musicale è volata via fin troppo presto: la modernissima poesia di Shakespeare unita agli arpeggi barocchi ci hanno immerso in un mondo di pace e di armonia. Rinfrancante, rincuorante. Il gruppo teatrale The Play House (www.wix.com/playhouse7/playhouse) ci ha saputo donare una prova suggestiva degna del clima natalizio incombente, rimuovendo per un attimo le frenetiche turbolenze della Crisi: per farci sognare un'umanità migliore. Scroscianti applausi del pubblico, alla fine.



